Dialogo: Donna Della Festa

“Sai che giorno è oggi?”

“Sicuro... mercoledì.”

“Intendo dire, che data è.”

“L’8 marzo, e allora?”

“Allora non mi hai nemmeno fatto gli auguri,” si lamentò la signora Della Festa.

“Certo che no Donna, porta sfiga!” rispose il marito toccandosi là sotto.

“Però almeno le mimose potevi portarmele…”

“Ma non lo sai che si regalano solo in Italia? Su, non fare la provincialotta...”

“D'accordo ma oggi è pure il mio onomastico.”

“Ah sì, e da quando?”

“Da sempre... è o non è la festa della donna?”

“Sicuro, ma mica è Santa Donna oggi.”

“Va bene però io una santa donna la sono comunque per averti sposato.”

Il marito si mise a ridere sonoramente.

“Non ti piaccio più, lo so,” disse ad un tratto la signora Della Festa tutta seria. “È questa la realtà.”

“Ma cosa stai dicendo?”

“Se io avessi i capelli biondi, le tettone e la pancia piatta mi vorresti ancora...”

“Mettici due belle chiappe sode al posto dei capelli biondi ed è fatta, ci sto!”

“Sei il solito idiota.”

“Ma dai, sto a scherzà, sto a scherzàaaaa.”

“In ogni scherzo c’è un fondo di verità.”

“Certo, ma il contenuto è di falsità.”

“Quindi vorresti dirmi che ti vado bene anche così… piena?”

“Ovvio che sì! E poi sei anche spesso ubriaca, cosa potrei volere di più?”

“Cretino deficiente!”

“Sto a pigliatte un po’ in giro, suvvia, che sarà mai.”

“Sarà che mi sento brutta e grassa.”

“E piatta. Hai dimenticato piatta cara…”

“Ma vaffan…”

“Sei impazzita?! Di là ci sono i bambini. Niente parolacce.”

“Ma se hanno trent’anni...”

“Ecco vedi. Se tu fossi così insopportabile alla vista ce li saremmo levati dai piedi già da decenni.”

“Ma cosa c’entra, la mamma è sempre la mamma.”

“Sì, ma se non se po’ guardà non se po’ guardà lo stesso.”

“Mmmhhh, forse hai ragione. Come mai…”

“Come sempre cara, ho ragione come sempre.”

“No scemo, dicevo... come mai ti piaccio ancora?”

“Ma che domande sono. È evidente, perché mi chiami scemo-deficiente-cretino-idiota una volta ogni tre frasi. Te pare poco?”

“Rincoglio…”

“Ahooo, i bambini!”